Comunità Pastorale S.Crocifisso MEDA

Voce di Dicembre 2018

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L’incontro con Gesù, vero Dio e vero uomo

«E si è fatto uomo»

di don Claudio

Celebreremo a breve il mistero che la liturgia ci fa ricordare con il gesto di inchinare il capo ogni volta che ne pronunciamo le solenni e scarne parole del Simbolo: «Et homo factus est».

Mi sono ritornate alla mente le parole di papa Benedetto XVI: «All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e, con ciò, la direzione decisiva» (Deus Caritas est, n.1). L’essere cristiani significa proprio incontrare Gesù Cristo, costruire una relazione personale con Lui, il quale ci permette di iniziare insieme un viaggio che terminerà solo tra le sue braccia.

Questo è possibile perché Dio non è un’idea perfetta o un insieme di leggi da rispettare; Dio è persona ed è quindi possibile incontrarlo e stabilire con Lui un rapporto personale.

Questo è ciò che Dio desidera più di ogni altra cosa: stare con noi, mostrarci il suo amore, farci sentire amati perché noi impariamo a corrispondere a questo amore. Per questo non si accontenta mai, non gli basta aver fatto qualcosa in passato, ma sente la necessità di cercarci continuamente. E, per semplificarci il lavoro di instaurare questa relazione, per facilitarci il compito, Dio si è fatto uomo.

Nei miti dell’antica Grecia viene raccontato che gli dèi, per ottenere qualcosa, spesso assumevano diverse forme. I grandi guerrieri come Achille o gli eroi come Ulisse venivano aiutati o avversati dagli dèi che si presentavano sotto mentite spoglie. Prendevano l’aspetto di un guerriero o si presentavano nei panni di un’anziana o talvolta anche di un animale.

Ma Dio non fa questo; Dio non si è travestito da uomo, non ha fatto finta di essere un uomo, ma ha proprio assunto la natura umana. In Gesù la natura umana è stata definitivamente unita alla natura divina.

Gesù è quindi vero Dio e vero uomo. Il Vangelo per descrivere questo fatto usa termini molto concreti: «il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). Non dice: «Ha preso forma umana», ma «si fece carne». Ed è proprio nella sua carne che ci ha dimostrato tutto l’amore che ha per noi: è stato per nove mesi nel grembo di sua madre come tutti i bambini ed è stato allattato come tutti i bambini; ha imparato a camminare e a parlare; ha lavorato come tutti gli uomini e ha pianto —come piangono tutti gli uomini— per l’amico Lazzaro che era morto. E tutto questo per amore. Infine, come se non bastasse, ha dato liberamente la sua vita per noi morendo sulla croce: con la sua carne ci ha dimostrato l’amore supremo: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici» (Gv 15,13).

Proprio perché è vero Dio ma anche vero uomo, sa bene che tutto nella nostra vita passa attraverso il corpo: conosciamo attraverso i sensi, esprimiamo emozioni con gli occhi, proviamo gioia e dolore con tutto il nostro corpo. L’essere umano non è un’anima imprigionata in un corpo, come se l’unica parte veramente umana fosse quella spirituale mentre tutto ciò che è materiale fosse da disprezzare. E non è neppure vero il contrario: l’essere umano non è solo materiale, non è solo un fascio di emozioni o un pezzo di carne. L’uomo è un’unità inscindibile di anima e di corpo: è un’anima incarnata o un corpo animato. Queste due dimensioni non si possono separare e una vita di relazione con Dio che pretendesse di eliminare il corpo sarebbe destinata al fallimento. Con il nostro corpo esprimiamo quanto abbiamo dentro di noi e questo vale anche per il nostro rapporto con Dio. Per questo usiamo dei segni materiali, corporei, dei gesti per manifestare quello che abbiamo nel cuore. Questo è il senso della materialità della liturgia.

Auguro a tutti di vivere intensamente la ricca liturgia del prossimo Natale, rinnovando la gioia che scaturisce dall’accogliere l’Emmanuele, il Dio che cammina al nostro fianco lungo la strada della nostra esistenza.



Per ricordare

Modifiche orari Messe domenicali S.Maria Nascente

Da domenica 18 novembre, 1ª Domenica di Avvento, cambierà l’orario delle Messe domenicali che sarà il seguente:
  • in parrocchia alle ore 8.00, 11.00 e 18.30;
  • in Santuario alle ore 9.00.

É disponibile il numero di Dicembre 2018 della Voce della Comunità