Comunità Pastorale S.Crocifisso MEDA

Voce di Novembre 2018

Indice degli articoli

Fare silenzio per poter ascoltare le voci che invocano aiuto

Una giornata per riflettere e agire

di don Angelo

Domenica 11 novembre la Chiesa invita a celebrare la Seconda Giornata Mondiale del Povero. Il nostro Vescovo Mario, nella Lettera Pastorale per quest’anno Cresce lungo il cammino il suo vigore, scrive: «I Cristiani in forza del Battesimo sono profeti di una Parola che non si limita a contestare le idolatrie, a rimproverare i peccatori e a lamentarsi della decadenza dei tempi; sono profeti, hanno proposte, hanno soluzioni, hanno qualcosa da dire nel dialogo con tutti gli uomini e le donne di buona volontà».

Guardare la realtà per non dare giudizi troppo affrettati

Purtroppo a volte i Cristiani, più che essere profeti di entusiasmo e novità, hanno l’abitudine di recriminare per le cose che non vanno, senza un minimo impegno per risolverle. Spesso si guarda con sospetto al migrante in cerca di aiuto, considerandolo come un opportunista, come uno che viene a delinquere e a creare disordine nel nostro Paese. L’atteggiamento di molti è quello di dare addosso al povero, specialmente se straniero…. Anche i mezzi di comunicazione sociale (giornali e TV) sono più propensi a calcare la mano su chi sbaglia, senza chiedersi se questo avviene per cattiveria o perché uno è disperato perché in condizione di estrema povertà. Non siamo capaci di accostare questi indigenti e di capire se i loro gesti riprovevoli sono dovuti a vera delinquenza o a situazioni di pura disperazione che non ha trovato ascolto nel fratello che poteva dare una mano.

Ma se guardiamo con occhi attenti e cuore privo da pregiudizi, ci accorgiamo che anche tra i poveri ci sono esempi di grande generosità. È successo in Francia nel maggio di quest’anno, quando Mamoudou, giovane del Mali, non ha esitato ad arrampicarsi come un acrobata all’esterno di un palazzo raggiungendo in pochi secondi il quarto piano dove un bambino, lasciato da solo, stava precipitando. Lo ha afferrato tra l’applauso degli astanti, salvandolo. È successo anche a Torino, dove il giovane nigeriano Ewausha di ventisette anni, che cercava l’elemosina all’esterno di un supermercato, si è accorto che un malintenzionato italiano si scagliava contro la cassiera colpendola con un pugno al costato. Senza esitare è entrato di corsa nel negozio bloccando il rapinatore, il quale, divincolandosi, prima di fuggire lo ha accoltellato.

Mi direte: «Ma non tutti i profughi e i richiedenti asilo sono così». È vero, ma neppure gli Italiani lo sono.

Il messaggio di papa Francesco

Francesco, per stimolare la nostra riflessione in questa giornata, si serve di una frase del Salmo 34: «Il povero grida e Dio lo ascolta» (sal.34,7). Il Papa si chiede: «Come mai questo grido sale fino a Dio e non giunge alle nostre orecchie?». E risponde: «C’è bisogno di silenzio e di ascolto. Parliamo troppo di noi e non ascoltiamo il fratello in difficoltà». Per essere più concreto propone come esempio da meditare l’episodio del Cieco di Gerico (Mc 10,46—54): un tipico esempio di povertà di quella società, che ci aiuta a comprendere i poveri che sono tra noi. Era un non vedente, quindi non in grado di lavorare, emarginato sul ciglio della strada, come uno che non merita attenzione. L’unico modo per procurarsi un po’ di sostentamento era chiedere l’elemosina. Passò Gesù e il cieco si accorse per il vociare della folla. Il cieco gridò, invocò; e, mentre la folla cercava di zittirlo, Gesù lo fece chiamare, lo ascoltò ed esaudì la sua richiesta.

«Quanti poveri sono oggi ai bordi delle strade e cercano il senso della loro condizione. Quanti si interrogano sul perché sono arrivati in fondo a questo abisso e su come possono uscirne», scrive Francesco. Attendono che qualcuno si avvicini e dica loro: «Coraggio, alzati, ti chiama». Purtroppo si verifica spesso il contrario: le voci che si sentono sono quelle di rimprovero e dell’invito a tacere e a subire. Sono voci “stonate” determinate da una fobia per i poveri, considerati non solo come persone indigenti, ma come gente portatrice di insicurezza, instabilità, disorientamento delle abitudini quotidiane, e pertanto da respingere e tenere lontano. Francesco invece ribadisce nel suo messaggio che «ogni cristiano e ogni comunità sono chiamati a essere strumento di Dio per la liberazione e la promozione dei poveri, in modo che possano integrarsi pienamente nella società». Questa è la Profezia che ci è richiesta: andare contro corrente e non accodarsi al gruppo di coloro che vivono egoisticamente.


Per ricordare

Modifiche orari Messe domenicali S.Maria Nascente

Da domenica 18 novembre, 1ª Domenica di Avvento, cambierà l’orario delle Messe domenicali che sarà il seguente:
  • in parrocchia alle ore 8.00, 11.00 e 18.30;
  • in Santuario alle ore 9.00.

É disponibile il numero di Dicembre 2018 della Voce della Comunità