Comunità Pastorale S.Crocifisso MEDA

Voce di Giugno 2018

Indice degli articoli

La preghiera di una bambina diventa luce di Dio

Pietre vive ed efficaci se in mano allo Spirito

di don Angelo

«Lo Spirito c’è e sta operando, arriva prima di noi, lavora più di noi e meglio di noi; a noi non tocca né seminarlo, né svegliarlo, ma anzitutto riconoscerlo, accoglierlo, assecondarlo, fargli strada, andargli dietro». Così scriveva il card.Martini nella lettera pastorale Tre racconti dello Spirito Santo per l’Anno Pastorale 1997—1998. Se ci fosse bisogno di dare visibilità a queste parole di Colui che è stato nostro pastore, ecco un racconto vero tratto dal foglio Missionari Saveriani del maggio 2018.

Una bambina missionaria sugli altopiani

Questa storia, riferita da Padre Secondo Tomaselli, in quel periodo parroco a Kiringie in Congo, racconta come il Vangelo sia arrivato sugli altipiani di Uvira grazie a una bambina.

«Sopra Mulenge viveva una famiglia cristiana. Da tanti anni era emigrata lassù e non aveva più avuto contatto con i missionari. Col tempo la fede si era offuscata nella nebbia delle superstizioni pagane. Un giorno passò di là un parente per salutare. Fu colpito da una ragazzina di circa dieci anni, graziosa e svelta…
Prima di partire fece una proposta al padre: “Che diresti se la tua figliola diventasse la sposa di mio figlio quando sarà tempo? Il mio ragazzo ha dodici anni e promette bene”. Si discusse e si concluse per il sì. E giacché si presentava l’occasione propizia, la ragazza seguì il lontano parente. Avrebbe imparato così a conoscere presto il futuro sposo e ad accordarsi con il suo carattere. Nella nuova famiglia Regina (si chiamava così la bambina) si trovò presto a suo agio. E conservò le abitudini passate. La sera, prima di mettersi a dormire, la vedevano inginocchiarsi e bisbigliare delle parole strane. Il lontano parente, incuriosito, volle sapere e Regina ripeté ad alta voce la preghiera che era solita dire: “Baba jetu uliye mbinguni… Padre Nostro che sei nei cieli…”. Quell’uomo sentì aprirsi qualcosa davanti a lui, come un sipario su una scena meravigliosa. Era una scoperta per lui: fece ripetere quelle parole, chiese spiegazioni. Ben presto le imparò. Ma non poteva tenere solo per sé la gioia di quella scoperta. Ne parlò agli amici. Alla sera, attorno al fuoco, ripeté a tutti le parole del Padre Nostro e tutti le vollero imparare. Ma bisognava sapere di più. Chi aveva insegnato quella preghiera? L’uomo scese dal fratello, che gli parlò dei missionari in riva al lago, ad Uvira. Andò e cercò i missionari. “Anche noi vogliamo conoscere il Dio che è nei cieli”. Il Superiore della missione non aveva né missionari né catechisti da mandare. Consegnò un libretto. Bisognava trovare qualcuno che lo leggesse e avrebbe imparato a conoscere il Padre che è nei cieli. Ma lassù chi sapeva leggere? Si trovò, con fatica, uno, pagano come tutti, che aveva frequentato le scuole dei protestanti di Lemera e che accettò di leggere il libretto. Così per molte sere, attorno al fuoco, gli anziani Kahusi e altri curiosi sentirono e ripeterono le parole del catechismo, finché le impararono tutte. Ora potevano divenire cristiani? Il Superiore di Uvira si preoccupò di perfezionare la formazione e fu così che arrivò a Kahusi il primo gruppo di cristiani. I protagonisti, ancora tutti vivi, hanno raccontato questa storia attorno al fuoco al missionario che era andato a far loro visita».

Ripensando alla storia di Regina, mi sono venute in mente le preoccupazioni che papa Francesco confidava ai Vescovi italiani radunati in Assemblea lo scorso 21 maggio. La prima preoccupazione che il papa sottolineava era “l’inverno vocazionale” che sta mettendo a dura prova, in questo tempo, la Chiesa occidentale…. Francesco ravvisava la causa di questo calo vocazionale nell’inverno demografico e nello stile di vita godereccio e privo di spirito di sacrificio, per cui è difficile che su questo terreno sboccino vocazioni di speciale consacrazione.

Vorrei proporre la bella testimonianza di Regina alle famiglie dei ragazzi che il 22 aprile scorso hanno fatto il loro primo incontro con Gesù Eucarestia. La famiglia di Regina aveva perso il contatto con i missionari che l’avevano iniziata alla vita di fede, ma non aveva perso il contatto con Gesù. Anzi, la sua preghiera semplice ma costante è stata una luce per gli abitanti del suo villaggio che, grazie a lei, hanno conosciuto il Padre.


Per ricordare

Modifiche orari Messe domenicali S.Maria Nascente

Da domenica 18 novembre, 1ª Domenica di Avvento, cambierà l’orario delle Messe domenicali che sarà il seguente:
  • in parrocchia alle ore 8.00, 11.00 e 18.30;
  • in Santuario alle ore 9.00.

É disponibile il numero di Dicembre 2018 della Voce della Comunità