Comunità Pastorale S.Crocifisso MEDA

Voce di Maggio 2018

Indice degli articoli

Uomini straordinari, moderni profeti

In debito verso i fratelli

di don Angelo

Giovedì 29 marzo durante la Messa crismale il nostro Vescovo, mons.Delpini, ha proposto un’importante riflessione quando affermava che la nostra comunità diocesana deve sentirsi debitrice verso l’umanità della Parola, dei Sacramenti e della Profezia.

Vorrei fare qualche riflessione su quest’ultimo aspetto: La Profezia, per non fraintenderla. Molti la considerano come “previsione del futuro”, invece il Profeta è colui che va controcorrente, percorre vie nuove, anticipa il futuro e richiama i valori perenni. Ecco perché costoro sono quasi sempre incompresi e contestati durante la loro vita; poi magari vengono rivalutati.

Per non perderci in sterili ragionamenti vorrei guardare a papa Francesco e alle sue scelte pastorali di questi ultimi mesi. Perché sta visitando alcuni luoghi dove alcune persone hanno vissuto e fatto scelte che sembravano stravaganti? Non è che vuole concretamente indicare alcuni modelli di profezia da imitare?

Francesco si è recato a Barbiana sulla tomba di don Lorenzo Milani; il Vescovo l’aveva confinato in quella località dove c’erano quattro case perché non condivideva le sue scelte. Don Lorenzo ha ubbidito e in quel luogo ha dato vita a un modello di scuola dove si apprende con l’esperienza più che sui libri. Una vera scuola a tempo pieno, non a tempo… perso. Nello stesso giorno si è recato anche sulla tomba di don Primo Mazzolari, prete che in vita è stato contestato da confratelli e superiori perché le sue parole erano taglienti, provocanti e stimolanti. S.Giovanninbsp;XXIII però l’ha definito come «la tromba dello Spirito Santo». Il 19 marzo papa Francesco si è recato da S.Pio da Pietralcina, il frate che ha dato vita ai gruppi di preghiera, l’uomo delle stigmate, che ha usato misericordia e convertito parecchi peccatori. Il 20 aprile è la volta di Alessano, dove è sepolto don Tonino Bello, Vescovo a Molfetta, che, incarnando il Concilio Vaticano II, ha anticipato lo stile pastorale di papa Francesco: ha vissuto il servizio pastorale, ha accolto in Arcivescovado gli sfrattati, ha dato ospitalità ai primi migranti, ha “odorato” di popolo, si è consumato per la pace. In una parola: ha vinto l’indifferenza. Il 10 maggio Francesco è stato prima a Nomadelfia e poi a Loppiano. A Nomadelfia «la carità è legge»: è la cittadella voluta da don Zeno Saltini, dove nuclei di famiglie vivono in comunione tra loro sul modello della prima comunità cristiana di Gerusalemme. Durante la vita don Zeno ha molto sofferto perché considerato un visionario e un sognatore. Ma la sua costanza e cocciutaggine evangelica hanno avuto ragione. A Loppiano Chiara Lubich nel 1964 ha fondato il movimento dei Focolarini con l’impegno di vivere l’ideale evangelico indicato da Gesù: «Amarsi gli uni gli altri come Lui ci ha amato». A Loppiano oggi vivono ottocentocinquanta persone di ogni ceto sociale, appartenenti a sessantacinque nazioni, che vivono questo ideale.

A questo punto qualcuno potrebbe pensare: “Ma sono solo i religiosi capaci di vivere l’ideale della profezia?”. Ecco l’esempio di un laico iracheno che dice: «Io, medico cristiano iracheno, salvo la vita ai nostri carnefici». Ecco quanto si scrive di lui: «Il carnefice era sdraiato su una barella di fortuna. Il braccio che brandiva l’AH-47 del conflitto penzolava ormai esanime. Chissà quante volte aveva sparato ai cristiani nella piana di Ninive. Ma la sua vita, ora che era stato ferito, dipendeva dalla mano di uno dei perseguitati. Bashar Alsaqat impugnava l’affilatissima lama di un bisturi e in quel preciso istante pensò alla comunità cristiana dispersa a causa del conflitto: circa un milione di profughi sono fuggiti dalla regione di Ninive. Al dottore l’occasione per la vendetta si era presentata quasi di sorpresa. Avrebbe potuto decidere di non curare quel miliziano o di applicare all’indesiderato degente la sharia che lui e gli altri combattenti in tuta nera applicano da anni senza pietà. “Se lo sarebbe anche meritato”, dicevano i più. Se gli avesse amputato le mani, il mujaheddin non avrebbe più potuto far male per tutta la vita. Ma il dottor Bashar è un cristiano. “Quando mi portano qualcuno da curare —dice— per me si tratta di un essere umano e basta. E io lo curo. Non è facile convincere i miei colleghi che vorrebbero vendicarsi; con il mio esempio cerco di ricordare loro che siamo medici e che davanti a noi non c’è un terrorista o un assassino, ma una persona che va salvata”». Ecco i profeti moderni che si sentono debitori verso l’umanità di quanto hanno ricevuto.

Ecco perché Francesco si è fatto pellegrino in questi luoghi dove giacciono uomini e donne che hanno coraggiosamente intrapreso la strada della verità, della giustizia, della pace, dell’amore che contrasta gli odi, supera le chiacchiere inutili e dannose e smorza le polemiche sterili e questi profeti ci invitano all’impegno e a guardare avanti con fiducia.



Per ricordare

Modifiche orari Messe domenicali S.Maria Nascente

Da domenica 18 novembre, 1ª Domenica di Avvento, cambierà l’orario delle Messe domenicali che sarà il seguente:
  • in parrocchia alle ore 8.00, 11.00 e 18.30;
  • in Santuario alle ore 9.00.

É disponibile il numero di Dicembre 2018 della Voce della Comunità