Comunità Pastorale S.Crocifisso MEDA

Voce di Aprile 2018

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Un annuncio che troppo spesso ci lascia indifferenti, ma che invece dovrebbe spingerci a guardare il Mondo con occhi nuovi

«Cristo Signore è risorto!»

di don Fabio

Nelle nostre chiese, come in quelle di tutto il mondo, in questi giorni è risuonato l’annuncio: «Cristo Signore è risorto!». Quell’annuncio che, da secoli, continua a essere la ragione fondamentale della nostra speranza cristiana. Talmente fondamentale che, come dice san Paolo, se così non fosse la nostra fede sarebbe inutile: «Se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati. E anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti. Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini […] Se i morti non risorgono, mangiamo e beviamo, perché domani moriremo» (1Cor 15,17-19.32). Anzi, non solamente sarebbe inutile, ma tanto varrebbe vivere da cristiani in questa vita: dovremmo piuttosto vivere secondo il “carpe diem”, godere finché possibile senza farci troppe domande, cercare un senso né tantomeno sperare in una vita eterna.

Eppure mi sembra che viviamo in un continuo “sabato santo”, come se questo annuncio non l’avessimo mai sentito, come se questa certezza della Risurrezione di Cristo e la sua novità non incidano nella nostra vita. Non aveva tutti i torti il pensatore Nietzsche quando così si esprimeva: «Per farmi imparare a credere al loro Dio bisognerebbe che i cristiani cantassero dei canti migliori, bisognerebbe che avessero un’aria più amabile. Crederei un po’ di più al vostro Salvatore se aveste un po’ di più la faccia di persone salvate!» (Friedrich Nietzsche). Quante volte usciamo dalla Messa, incontro con Gesù risorto, con le facce tristi o indifferenti; quante volte vi partecipiamo con noia e abitudinarietà, proprio come se non avessimo incontrato nessuno, come se neanche per noi Cristo fosse risorto! Sicuramente dobbiamo scontrarci con la fatica di vedere il cambiamento della Risurrezione: ci sembra che il Mondo non solo non sia cambiato da quella mattina di 2000 anni fa, ma che addirittura stia andando sempre peggio. Non ci sembra che la Risurrezione di Gesù abbia veramente salvato l’uomo e il Mondo, che abbia posto un limite al male che dilaga sempre di più. Noi ci aspettiamo una manifestazione eclatante da Dio, così come la volevano quelli sotto la croce: «Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!» (Mt 27,40). Perché Gesù risorto è apparso solamente a un gruppetto di discepoli alla cui testimonianza dobbiamo credere? Del resto questo è però lo stile di Dio: uno stile “discreto”, che non si impone mai, ma si offre alla libertà di colui che si lascia attrarre: «Quando sarò elevato da Terra, attirerò tutti a me» (Gv 12,32). Il Signore è colui che “sta alla porta e bussa”, chiedendo spazio nella vita, e solamente la risposta della fede, cioè della fiducia, permette di iniziare a guardare il Mondo con occhi nuovi, di cogliere come la luce della Risurrezione si stia diffondendo nel Mondo a partire dal mattino di Pasqua. Come ogni mattina, mentre il sole sorge e illumina ogni cosa, rimangono ancora spazi di tenebra che vanno illuminati. Ogni giorno è come se il Sole combattesse la sua battaglia contro le tenebre per poter nuovamente illuminare la Terra. Ora ci troviamo proprio all’alba del nuovo giorno, dei “cieli nuovi e della Terra nuova” che Gesù ci dona. Ma, spesso, noi non vediamo la luce che avanza, ma le tenebre che ancora restano. Ci lasciamo colpire dal male, dalla sofferenza, dal dolore, e non riusciamo a vedere altro. Spesso chiudiamo il nostro cuore e abbassiamo lo sguardo; ci fermiamo alla croce, dimenticando la Risurrezione; non lasciamo che il Signore rialzi il nostro capo e ci spalanchi gli orizzonti dell’eterno.

Spesso pensiamo che la promessa della Risurrezione sia irraggiungibile perché riguarda un futuro che non arriverà mai. Ma non è così: la Risurrezione è già oggi vivere da persone risorte, che in Gesù trovano il centuplo per vivere già da ora la vita in pienezza, capaci di immettere nel Mondo la logica del Vangelo, di portare nella vita di ogni giorno la novità di Cristo Risorto, impressa nel volto quella letizia di chi sa di essere stato salvato per dono e che null’altro ha da offrire agli altri se non la ricchezza di una speranza capace di spalancare gli orizzonti dell’Eterno. «Partecipando fin d’ora alla vita del Cristo risorto dobbiamo vivere da uomini nuovi in questo Mondo, nel cuore della città terrena. E questa è la via non solo per trasformare noi stessi, ma per trasformare il Mondo, per dare alla città terrena un volto nuovo che favorisca lo sviluppo dell’uomo e della società secondo la logica della solidarietà, della bontà, nel profondo rispetto della dignità propria di ciascuno. Pasqua, quindi, porta la novità di un passaggio profondo e totale da una vita soggetta alla schiavitù del peccato ad una vita di libertà, animata dall’amore, forza che abbatte ogni barriera e costruisce una nuova armonia nel proprio cuore e nel rapporto con gli altri e con le cose» (Benedetto XVI, Udienza del 29 aprile 2011)



Per ricordare

Modifiche orari Messe domenicali S.Maria Nascente

Da domenica 18 novembre, 1ª Domenica di Avvento, cambierà l’orario delle Messe domenicali che sarà il seguente:
  • in parrocchia alle ore 8.00, 11.00 e 18.30;
  • in Santuario alle ore 9.00.

É disponibile il numero di Dicembre 2018 della Voce della Comunità