Comunità Pastorale S.Crocifisso MEDA

Voce di Aprile 2018

Indice degli articoli

Un esempio che ci stimolaUna comunità integrata e integrante a pochi passi da noi

Un esempio che ci stimola

di don Angelo

Ho letto con piacere in un numero di Credere del mese di febbraio della onorificenza che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito a don Paolo Steffano, parroco a San Arialdo in quel di Baranzate (periferia nord di Milano), con la seguente motivazione: «Per il contributo a favore di una politica di pacifica convivenza e piena integrazione degli stranieri». Un problema che fa molto discutere in questo periodo.

Ho provato tanta ammirazione perché ha saputo coinvolgere i suoi parrocchiani in un’opera di accoglienza, integrazione e fraternità in una parrocchia che è forse la più multietnica di tutta Italia. La comunità di S.Arialdo conta circa quattromila abitanti; più del 60% è di origine straniera e nel quartiere Gorizia sono presenti settantadue nazionalità! Don Paolo —scherzando— dice: «Sono una multinazionale». Ma soprattutto afferma: «Siamo un laboratorio di futuro, con tutti i problemi e le potenzialità del caso, ma anche con il desiderio di sperimentare strade nuove, come degli Sherpa che conoscono perfettamente i sentieri, ma che guardano sempre avanti cercando nuove vie. Alla fine nessuno conosce il loro nome, ma senza di loro non si arriverebbe mai in cima».

Di fronte a questa esperienza mi sono chiesto: “Come fa don Paolo a creare questa armonia, a favorire questa integrazione di tutti questi immigrati? Possibile che vada tutto bene?”.

Ho scoperto la sua formazione. Si considera un “figlio” del card.Martini e quindi un uomo con in mano la Parola e una profonda attenzione ai poveri.

Inoltre per don Paolo le relazioni sono fondamentali e prioritarie, vengono prima delle riunioni, delle strutture e del calendario. «Significa —dice— incontrarsi, conoscersi, condividere la responsabilità, poter vivere le diversità come un dono in un atteggiamento di apertura. A S.Arialdo si lavora in modo graduale e il più possibile coinvolgente, rendendo protagonisti i migranti, lasciando loro spazi, ma anche includendoli nelle attività della Parrocchia. Dando aiuto, quando necessario, ma soprattutto rendendo capace ciascuno di dare qualcosa. Lo si vede in chiesa, in oratorio, al centro Caritas, nelle attività sportive, ecc. Insomma, si cerca di mettere in pratica il proverbio che dice: “A chi è nel bisogno non bisogna solo dargli il pesce, ma anche insegnare a pescarlo”». Tutto questo a S.Arialdo è possibile grazie a un buon numero di volontari che insieme a don Paolo costituiscono una squadra molto affiatata.

Di fronte all’esempio di questa Comunità mi sono fatto alcune domande, come ad esempio: possibile che per don Paolo e i suoi collaboratori sia stato tutto facile? Non credo.

Penso che il successo sia da cercare nella costanza, cioè nel non scoraggiarsi di fronte alle inevitabili difficoltà; nel sostenersi, nel vivere una vera fraternità tra ciascuno di loro perché ancorati alla Parola e cementati dall’Eucarestia.

Ma l’esempio di questa comunità ha stimolato la mia riflessione sui vent’anni che ormai sono a Meda. In questi anni ho trovato parecchi volontari che hanno lavorato in questa Comunità, ai quali sono molto riconoscente. Ma c’è anche un rammarico, perché alcuni di loro hanno lasciato, altri evidenziano una certa stanchezza dovuta più che all’età a un certo disagio per la carenza di fraternità. Si lavora tanto, ma c’è poca relazione tra noi e soprattutto con Gesù, l’unico capace di rinnovare le forze, di darci entusiasmo e di costituirci veramente come fratelli.

«Per camminare insieme, pensare insieme, decidere insieme» (sinodalità: parola di moda, ma difficile da realizzare) bisognerà mettere in pratica quanto ci dice papa Francesco: «Senza momenti prolungati di adorazione, di incontro orante con la Parola, di dialogo sincero con il Signore, facilmente i compiti si svuotano di significato, ci indeboliamo per la stanchezza e le difficoltà e il fervore si spegne» (Evangelii Gaudium n°262). Mi sembrano proprio vive e vivaci le pietre di questa Comunità!


Per ricordare

Modifiche orari Messe domenicali S.Maria Nascente

Da domenica 18 novembre, 1ª Domenica di Avvento, cambierà l’orario delle Messe domenicali che sarà il seguente:
  • in parrocchia alle ore 8.00, 11.00 e 18.30;
  • in Santuario alle ore 9.00.

É disponibile il numero di Dicembre 2018 della Voce della Comunità