Comunità Pastorale S.Crocifisso MEDA

Voce di Febbraio 2018

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Per essere più liberi: meno smartphone e internet, più relazioni vere

Quaresima: tempo di digiuno

di don Claudio

Tra poco inizieremo il cammino quaresimale, tempo opportuno per allenarci spiritualmente, per rimettere al giusto posto il Signore Gesù attraverso scelte concrete.

La Quaresima ci aiuta da sempre, imitando la fortezza del Signore tentato nel deserto, a saper dire dei no costruttivi, attraverso soprattutto il digiuno da abitudini che ci allontanano dall’essere liberi figli di Dio e quindi felici e gioiosi. Pensando a questo, mi è tornata in mente una delle intenzioni di preghiera composta da qualche persona della nostra comunità in occasione della festa della Santa Famiglia. Diceva pressappoco di poter trovare sempre più tempo per le relazioni vere e di poterci liberare dalla schiavitù di smartphone e internet. Digiuniamo da smartphone e internet! Che bella proposta.

Il 30 dicembre scorso, Augusto Biasini, già primario dell’ospedale Bufalini di Cesena, ha confermato: «Vediamo anche noi, in misura sempre maggiore, le dipendenze da cellulare. Parlo di ragazzini incollati al display notte e giorno. Abbiamo curato bimbi di 10 o 12 anni accompagnati in ambulatorio dai genitori: non riuscivano più a staccarsi dai loro dispositivi».

Ma di chi è la colpa? Dei telefonini? Beh, la fotografia realista e deprimente di Biasini è più ampia: «Basta vedere in pizzeria la sera: lui e lei a tavola tutti e due a pigiare sui tasti del telefono, e così anche i bambini intenti a mandare messaggi, nessuno si parla». Come a dire che il problema è certamente la tecnologia, ma prima ancora gli adulti che ne abusano e che permettono ai bambini e ai ragazzini di vivere incollati al piccolo schermo, che ormai segue tutti perfino in bagno (le ricerche dicono che i giovani non riescono ad addormentarsi se il cellulare non è vicino al loro cuscino, a meno di andare in crisi di astinenza). Esattamente come accade ad un drogato con le sostanze tossiche. Che non si tratta di un’esagerazione non lo dice solo il fatto che l’inventore dell’iPhone Steve Jobs, che volutamente o meno scelse come simbolo della sua azienda proprio una mela mangiata (ormai costantemente a nostra disposizione), impediva ai figli di usare la tecnologia se non in casi strettamente necessari, ma anche il fatto che l’ex vicepresidente di Facebook Chamath Palihapitiya spiegando di sentirsi in colpa ha confessato: «Abbiamo creato un sistema di gratificazione a breve termine di like e di feedback guidato dalla dopamina, che sta distruggendo il modo normale in cui la società funziona‬… quello che dico non è un problema solo americano… ha a che fare con tutto il Mondo». Non a caso ha chiarito «di usare Facebook il meno possibile» e che ai suoi figli «non è permesso usare questa schifezza».

Sempre Biasini continua ricordando che questi “dipendenti” non sono solo «più lenti, depressi, vulnerabili psicologicamente», ma sono «degli estranei anche per i loro genitori». Sono poi «sedentari e grassi, sempre più lenti nella corsa… faticano a socializzare. Il numero dei ragazzi che mantiene l’abitudine di uscire con gli amici è calato del 40 per cento…. Sono meno interessati al corteggiamento e alle relazioni con l’altro sesso. Sono anche poco interessati a spostarsi, uno su quattro a fine liceo non ha ancora la patente».

Scriveva un po’ di tempo fa Benedetta Frigerio: «Se non hai il telefono ti puoi anche godere il Mondo ed è così che arrivano le idee. Le idee arrivano quando la mente divaga e ti viene un’idea. Questa è innovazione, ma ci stiamo privando di tutti questi piccoli momenti… abbiamo la responsabilità di riparare questo danno, di aiutare questa generazione ad avere fiducia, ad imparare la pazienza, le abilità sociali, a trovare l’equilibrio tra la vita e la tecnologia».

L’alternativa è crescere dipendenti da un potere che, in cambio di piaceri istantanei, di comodità e di apparente benessere, azzera sempre di più la nostra umanità, i desideri più profondi e quindi la libertà.

Facciamo allora un proposito concreto per questa Quaresima: un po’ di digiuno per essere più liberi.

Buon cammino quaresimale.



Per ricordare

Modifiche orari Messe domenicali S.Maria Nascente

Da domenica 18 novembre, 1ª Domenica di Avvento, cambierà l’orario delle Messe domenicali che sarà il seguente:
  • in parrocchia alle ore 8.00, 11.00 e 18.30;
  • in Santuario alle ore 9.00.

É disponibile il numero di Dicembre 2018 della Voce della Comunità