Comunità Pastorale S.Crocifisso MEDA

Voce di Febbraio 2018

Indice degli articoli

La politica e la vocazione sono le sfide più audaci e le occasioni più preziose

L’Arcivescovo mons.Delpini scrive ai diciottenni

Pubblichiamo una sintesi della lettera scritta in tono molto confidenziale dall’Arcivescovo ai 18enni in occasione della Settimana dell’Educazione di fine gennaio. Per ragioni di lunghezza pubblichiamo la parte relativa soprattutto all’invito all’esercizio del primo voto in occasione delle elezioni regionali e nazionali del 4 marzo. Il testo integrale è presente qui.
(E.N.)

18 anni! Mi immagino che molti ragazzi e ragazze nati nel 2000 si preparino alla festa del loro diciottesimo compleanno durante questo 2018. I nati del 1999 hanno appena finito i loro festeggiamenti. Auguro che per tutti sia una festa: la festa di essere vivi, la festa di essere giovani, la festa della responsabilità. […] La festa forse meno pensata e apprezzata è quella della responsabilità: della responsabilità, infatti, si tende a mettere in evidenza il peso, il rischio, i fastidi. Per questo si preferisce “scaricare le responsabilità”: pretendere libertà, aspettarsi i servizi che gli altri sono chiamati a rendere, ma evitare di assumersi le responsabilità e di esercitarle. Però festeggiare così i 18 anni è come restare bambini: certo si è diventati grandi, ma in realtà si è rimasti nella condizione di essere accuditi, assistiti, accontentati. Allora la festa non è più davvero tale, ma è un divertimento che assorda, intontisce, stanca. Diventare adulti e cominciare ad esercitare le responsabilità è invece motivo di festa perché dà la fierezza di essere utili, di contribuire al bene degli altri, di mettere mano all’impresa di rendere migliore il Mondo. […].

A 18 anni si sperimenta, io credo, una specie di contraddizione tra il fatto di «avere tutti i diritti e doveri» di un adulto, e l’impressione di «non poter fare niente». Un 18enne nel nostro Paese è considerato “troppo giovane” e le possibilità effettive di avere un vita propria, un’abitazione propria, un’attività propria, un’autonomia reale sono molto ridotte: per lo più il giovane dipende ancora in tutto dalla sua famiglia. Mi sembra opportuno reagire a questa percezione di impotenza e mi piacerebbe seminare nei 18enni la persuasione di essere presenza attiva, significativa, preziosa per la società e la Chiesa di oggi. Per questo è necessario scuotersi dalla comoda condizione del dipendere che induce ad aspettarsi tutto dagli altri: occorre piuttosto introdursi nella fierezza e nella bellezza del partecipare. Sei parte della società e la tua partecipazione ne decide la qualità; sei parte della comunità cristiana e la tua partecipazione ne determina il valore. Se tu manchi viene a mancare un patrimonio e se tu non partecipi ti riduci ad essere un peso solitario. […]

A 18 anni si acquisisce il diritto-dovere di votare per esprimere le proprie scelte in campo politico e amministrativo. Scegliere le persone e le forze politiche che devono governare la nazione ed esercitare responsabilità amministrative in regione o in città è un’espressione di quella responsabilità per il bene comune che rende cittadini a pieno titolo. Nel nostro tempo la politica è spesso circondata da una valutazione così negativa e da pregiudizi così radicati che si può essere scoraggiati dall’intraprendere ogni impegno e ogni iniziativa in questo campo. Ma ora è necessario che le cose cambino, perché la politica è l’esercizio della responsabilità per il bene comune e per il futuro del Paese; e chi può avviare un cambiamento se non uomini e donne che si fanno avanti e hanno dentro la voglia di mettere mano all’impresa di aggiustare il Mondo? Mi torna in mente il discorso di Pericle agli Ateniesi in un momento drammatico della guerra del Peloponneso: «Amiamo il bello, ma con semplicità, e ci dedichiamo al sapere, ma senza debolezza; adoperiamo la ricchezza più per la possibilità di agire che essa offre, che per sciocco vanto di discorsi, e la povertà non è vergognosa ad ammettersi per nessuno, mentre lo è assai più il non darsi da fare per liberarsene. Riuniamo in noi la cura degli affari pubblici insieme a quella degli affari privati, e se anche ci dedichiamo ad altre attività, pure non manca in noi la conoscenza degli interessi pubblici. Siamo i soli, infatti, a considerare non già ozioso, ma inutile chi non se ne interessa».

Per questo rivolgo un appello ai 18enni e a tutti i giovani: io credo che voi potete informarvi, potete pensare, potete discutere, potete farvi un’idea di quale direzione prendere e di cosa fare del vostro voto, il vostro primo voto! Un segnale di un’epoca nuova. Non cambierà tutto in una tornata elettorale; ma certo con l’astensionismo non si cambia niente! […] Io ho fiducia che questa vostra generazione può reagire all’inerzia, allo scoraggiamento e all’individualismo […] Auguri per i tuoi 18 anni!

Arcivescovo Mario Delpini
Milano, settimana dell’educazione, gennaio 2018


Per ricordare

Modifiche orari Messe domenicali S.Maria Nascente

Da domenica 18 novembre, 1ª Domenica di Avvento, cambierà l’orario delle Messe domenicali che sarà il seguente:
  • in parrocchia alle ore 8.00, 11.00 e 18.30;
  • in Santuario alle ore 9.00.

É disponibile il numero di Dicembre 2018 della Voce della Comunità