Comunità Pastorale S.Crocifisso MEDA

Voce di Dicembre 2017

Indice degli articoli

Dal Natale povero al Natale attento alle varie forme di povertà

Un Natale di altri tempi

di don Angelo

Diventando anziano mi sovvengono alcuni ricordi di quando ero bambino e frequentavo la scuola elementare. In prossimità del S.Natale la Signora Maestra (sì, la chiamavamo così) ci faceva preparare una letterina da mettere qualche giorno prima sotto il piatto dei genitori. Nella lettera si mettevano le promesse di essere più buoni, di non litigare con i fratelli, di essere disponibili per qualche aiuto e così sperare in qualche piccolo dono che quasi sempre consisteva in alcuni mandarini, noci, zaccarelle (che cosa erano? Era un sacchetto di arachidi, un po’ i nostri “cioccolatini” che allora, tempo di guerra, non c’erano). Era un clima di profonda povertà e semplicità che aveva il vantaggio di farci attenti al vero dono di Dio che è Gesù. Oggi, per molti, il Santo Natale è diventato una festa di superficialità perché non si attende più Qualcuno, ma soltanto qualcosa. Non si medita più la Parola dei Profeti che con vigore e calore spronavano il popolo a riconoscersi ribelle e peccatore verso Dio e a ritornare al suo amore. Per questo il Natale di molti è segnato da una profonda indifferenza. Non voglio rovinare il Natale a nessuno, ma vi invito a riflettere su quanto in occasione di un suo Natale (erano gli Anni ’80 del secolo scorso) Raoul Follereau, l’apostolo dei lebbrosi, scriveva:

Se Cristo domani

Se Cristo domani batterà alla vostra porta, lo riconoscereste?
Sarà come una volta, un uomo povero,
certamente un uomo solo.
Sarà senza dubbio un operaio,
forse un disoccupato
e anche, se lo sciopero è giusto, uno scioperante.
Salirà scale su scale, senza mai finire.
Ma la vostra porta è così difficile da aprire.
«Non mi interessa», comincerete
prima di ascoltarlo.
E sbatterete la porta
in faccia al povero che è il Signore.
Sarà forse un profugo,
uno dei quindici milioni di profughi
con un passaporto dell’Onu,
uno di coloro che nessuno vuole
e che vengono in questo deserto che è diventato il Mondo;
uno di coloro che devono morire
«perché dopotutto non si sa da che parte arrivino
persone di quella risma…»
o, meglio ancora, in America un nero,
un negro, come dicono loro,
stanco di mendicare un buco negli alloggi di New York;
come una volta a Betlemme,
la Vergine Nostra Signora…
se Cristo domani batterà alla nostra porta.
Lo riconosceremo?


Il Beato Card.Schuster ribadiva incessantemente la necessità di educarci alla carità e diceva: «La scuola della carità sarà per molte anime, particolarmente dei giovani, la migliore scuola di perfezione. Non c’è sistema più efficace per educare cristianamente la gioventù che condurla, come già faceva S.Filippo Neri, e guidarla ad osservare da vicino la vita sotto l’aspetto più desolante —ma, se si vuole, più vero— del dolore e della povertà. È appunto nelle soffitte dei poveri, al letto degli infermi abbandonati, nelle corsie dei ricoverati che si conquista il vero significato della vita».

Un prete, un genitore, un educatore può essere sicuro di aver portato a compimento la sua opera educativa solo quando avrà portato coloro che gli sono stati affidati a conoscere Gesù e a decidersi per qualche forma di servizio. Un Natale che ci cambi il cuore e ci renda fratelli capaci di amore e di servizio lo auguro a me e a tutti voi.



Per ricordare

Modifiche orari Messe domenicali S.Maria Nascente

Da domenica 18 novembre, 1ª Domenica di Avvento, cambierà l’orario delle Messe domenicali che sarà il seguente:
  • in parrocchia alle ore 8.00, 11.00 e 18.30;
  • in Santuario alle ore 9.00.

É disponibile il numero di Dicembre 2018 della Voce della Comunità