Comunità Pastorale S.Crocifisso MEDA

La nostra storia

Il Movimento Guelfo

Per chiarire che cosa è stato il "Movimento guelfo d'azione" citiamo quanto lo storico Giorgio Vecchio scrive:

"Tra gli episodi più significativi di opposizione clandestina... va collocato senza dubbio quello legato al nome dei "neoguelfi" milanesi. Radunato attorno a Piero Malvestiti, un gruppo di giovani non legato alle precedenti attività del Partito Popolare, aveva iniziato un'attività propagandistica, con l'invio di volantini e di pubblicazioni, avviando nel contempo un collegamento con l'opposizione democratica di "Giustizia e Libertà". Il gruppo si definiva "Movimento guelfo d'azione", riprendendo l'eredità del guelfismo medioevale anti-impero. La condanna del regime fascista si poggiava così sull'appello appassionato alle tradizioni popolari cattoliche: "Cristo Re e popolo-Il popolo e Cristo Re" fu difatti il motto scelto da Malvestiti e Malavasi. La condanna del 1934 a varie pene detentive, dopo che la stessa Chiesa cattolica aveva sconfessato il gruppo, avrebbe posto la parola fine al tentativo, la cui eredità sarebbe confluita, insieme a quella popolare, nella fondazione della Democrazia Cristiana".

G.Vecchio La Democrazia cristiana in Europa (1891-1963) Mursia 1979 -pag.85-86


Dal "Manifesto programmatico dell'organizzazione guelfa «Cristo re e il popolo»"

"...Il comitato d'azione guelfa.... Così definisce gli obiettivi della battaglia immediata: 1 È indispensabile l'affermazione volontaristica... del principio cristiano nel folto della vita politica moderna. 2 È necessaria la distruzione e il superamento del fascismo, perché il fascismo polarizza intorno alla sua convulsa dottrina in apparente contraddizione ma in sostanziale unità, tutti gli elementi negativi che pullulano nel mondo moderno, ed è nemico insieme della Chiesa, della pace, della libertà e dell'Italia. Il fascismo nel suo volto bifronte, cui finalmente sono state strappate le maschere variopinte, non ha che due nomi: menzogna e rapina. Menzogna l'ostentato cattolicesimo e il vantato patriottismo, menzogna i principi d'ordine, rapina tutto ciò che è fascismo in atto: prova ne è la cinica distruzione di ogni più elementare libertà, perché la rapina presuppone sempre l'immobilizzo e il silenzio della vittima. Soltanto teme la libertà del popolo chi lo deruba, lo vuol servo o lo disprezza, rendendolo incapace di volere e di vivere... La dottrina guelfa trova le sue fonti vive e perenni nella dottrina sociale della chiesa, e più particolarmente negli insegnamenti delle Encicliche sociali pontificie. Nel campo della applicazione sorveglia attivamente gli sviluppi dell'economia moderna e proclama sin d'ora il rispetto dei diritti patrimoniali giuridicamente acquisiti, esser il lavoro la fonte utile e necessaria della proprietà, appartenere al lavoro una funzione sociale attiva, laddove la funzione sociale della proprietà è evidente ma inerte... Intendersi per capitalismo non la giusta proprietà, ma il prepotere egoistico e feroce del denaro anonimo."

Tratto da P.Scoppola "La chiesa e il fascismo" ed. Laterza -Bari- 1976 -pagg.291-292-293


"Direttive pratiche dell'organizzazione guelfa"

"...La nostra sia oggi opera organizzata di educazione. Organizzare l'educazione. Contendere al fascismo il cuore del bimbo, la volontà del giovane, il pensiero dell'uomo. Chi legge i quaderni di scuola dei bambini, lardellati di adulazioni nauseanti per l'uomo di Predappio presentato a modello dalla nascita, elevato a simbolo, a eroe, a mito, in una parola deificato, non può non sentire un moto di profondo disgusto. Bisogna prendere sulle ginocchia questi nostri bambini, guarirli dal veleno con pazienza e con amore infiniti; bisogna quando si possa, far capire agli insegnanti quanto diventi miserabile questa loro professione, che fra tutte, dovrebbe essere la più alta, la più nobile... Ai giovani bisogna parlare con concitata voce, che venga tutta dal cuore. Bisogna dir loro che cosa è la libertà, farla amare e volere. Dire con quale animo, per quale sogno di libertà, di giustizia e di pace i loro padri e i loro fratelli assaltarono con furia italica il Carso e il Grappa... L'uomo... non ha bisogno di fervorini. Ha già fatto il bilancio del 1922 e del 1932 di quello che ha guadagnato e di quello che ha perduto. Sa che non ha ormai che tre compiti, tre doveri e tre diritti: fare il soldato, pagare le tasse e tacere. E lasciare che lo derubino il fisco, il padrone e il fiduciario. E abbandonare i suoi bambini al maestro fascista. E essere in balìa lui e la sua famiglia di quella spiritosa invenzione che si chiama corporativismo, che lo abbandona legato al capriccio del più forte. Bisogna insegnare all'uomo il dovere dell'organizzazione, dirgli che il giorno in cui le nostre volontà fossero unite e decisamente spinte in una sola direzione, la minoranza dei dominatori non cercherebbe di meglio che la più rapida fuga per terra, per mare, per cielo... Si impone dunque un dovere imperativo: organizzarsi".

Tratto da P.Scoppola "La chiesa e il fascismo" ed.Laterza -Bari- 1976 -pagg 299-300


Per ricordare

Modifiche orari Messe domenicali S.Maria Nascente

Da domenica 18 novembre, 1ª Domenica di Avvento, cambierà l’orario delle Messe domenicali che sarà il seguente:
  • in parrocchia alle ore 8.00, 11.00 e 18.30;
  • in Santuario alle ore 9.00.

É disponibile il numero di Dicembre 2018 della Voce della Comunità