Comunità Pastorale S.Crocifisso MEDA

La nostra storia

Maggio 1898

Gli ultimi anni del XIX secolo sono caratterizzati da una drammatica "crisi di egemonia della classe dirigente liberale" imputabile alla crescente frattura tra società civile e società politica, tra livello economico e sociale in rapido movimento (l'avvio del vero e proprio "decollo" industriale è collocato dagli storici tra il 1896 e il 1900) e livello politico chiuso invece in una intransigente difesa dei vecchi equilibri.

L'essenza della crisi di fine secolo si può sintetizzare nell'incapacità della classe liberale ad assumere come interlocutore privilegiato il nascente movimento operaio per legarlo più strettamente alle istituzioni e farne un canale di integrazione delle masse nello stato, e nell'incapacità di costruire un solido blocco parlamentare conservatore utilizzando, a questo scopo, la forza di massa dei cattolici.

È crisi di una società e di un metodo politico legati

Punto saliente di questa crisi sono i moti del maggio 1898 a Milano dove il generale Fiorenzo Bava Beccaris cannoneggia i manifestanti e dove, con l'accusa di incitamento alla ribellione, vengono arrestati esponenti di spicco del mondo socialista (Turati, Bissolati, Costa), cattolico (don Albertario), repubblicano (De Andreis), vengono sciolte le loro associazioni, chiuse per ordine dei Prefetti le loro sedi.

Per un bilancio dei fatti del 1898 ci affidiamo alla sintesi di due storici Marco Invernizzi e Gabriele De Rosa.

Il primo, in un articolo intitolato "L'opposizione cattolica da Porta Pia al '98. Una lettura" sul n°240 di Cristianità scrive:«ormai la base di consenso della classe dirigente liberale si era consunta, costringendola all'apertura alle forze popolari di opposizione e delineando così le caratteristiche dell'imminente "stagione giolittiana"... ...Nel 1898 il mondo liberale si divide secondo una logica assai simile a quella dei nostri giorni, quasi cento anni dopo: da una parte i liberali conservatori e moderati, indifferenti di fronte alla questione religiosa e disponibili sulla Questione Romana, dall'altra i liberali progressisti, ideologicamente legati al Risorgimento inteso come liberazione dall'influenza del cristianesimo sulla nazione, indisponibili a qualsiasi ralliemento con il mondo cattolico: in concreto, da una parte il pragmatismo di Giovanni Giolitti, dall'altra il rigoroso anticattolicesimo della massoneria.

Anche i cattolici conoscono l'amarezza della divisione: agli accordi tattici ed elettorali dei primi anni del secolo XX con i moderati liberali si opporranno i democratici cristiani, anche quelli che non avevano seguito don Romolo Murri nella sua separazione modernistica dalla Chiesa. ...non si parlerà più di intransigenti e di transigenti, ma di cattolici democratici e di cattolici conservatori... ...Con il 1898 si chiude l'epoca della prima resistenza cattolica allo Stato liberale, imperniata sul tentativo di contrapporre il "paese reale" al "paese legale"».

De Rosa in "Il Movimento cattolico in Italia dalla Restaurazione all'età giolittiana" considera:

"Nelle sanguinose e violente giornate del 1898, nelle cannonate di Bava Beccaris finiva la tradizione della politica moderata, sospettosa e chiusa nella difesa aristocratica dei valori risorgimentali, impreparata ad accogliere entro la base materiale dello Stato le grandi forze della protesta operaia e contadina. Due paure dominavano ormai i pensieri della classe dirigente liberale...: quella del socialismo in cui... ...la borghesia italiana vedeva la critica dei suoi privilegi economici... ...e quella del clericalismo intransigente, che con il suo astensionismo, con il suo rifiuto di correre in aiuto del moderatismo borghese, sembrava non attendesse altro che il crollo dello Stato Liberale".


Per ricordare

Modifiche orari Messe domenicali S.Maria Nascente

Da domenica 18 novembre, 1ª Domenica di Avvento, cambierà l’orario delle Messe domenicali che sarà il seguente:
  • in parrocchia alle ore 8.00, 11.00 e 18.30;
  • in Santuario alle ore 9.00.

É disponibile il numero di Dicembre 2018 della Voce della Comunità