Comunità Pastorale S.Crocifisso MEDA

Ristrutturazione Sala Polifunzionale OSC

Ristrutturazione interna sala polifunzionale e spazi di relazione esterni, annessi al complesso dell’Oratorio Santo Crocefisso, per adeguamento normativo, abbattimento barriere architettoniche e formazione di nuovi impianti tecnologici.

Come aiutare

Oro e argento per l’oratorio

Riprende una felice iniziativa che ci aveva aiutato a pagare il restauro del Santuario e, questa volta, speriamo possa altrettanto servire per pagare le spese di realizzazione del nuovo salone polivalente dell’Oratorio S.Crocifisso.

Quindi se hai in casa una catenina rotta, o un braccialetto che non ti serve più o altri oggetti in oro e argento…. Da soli, in fondo ad un cassetto, non servono a niente. Puoi farceli avere: li raccoglieremo insieme e li venderemo per ultimare la ristrutturazione del salone polivalente dell’Oratorio. Può essere una goccia (speriamo non piccola) per contribuire a coprire le spese.

Il “Tuo oro e argento” per l’Oratorio può essere consegnato presso gli uffici parrocchiali di S.Maria Nascente, S.Giacomo e Madonna di Fatima. Se preferisci un maggior anonimato puoi metterlo anche nel cestino delle offerte alla domenica in chiesa. Sono invece meno sicure le cassette delle offerte.

Un grazie grande a tutti.

Il Comitato Pro OSC

Settembre 2016
L'opinione di don Cristiano: rinnovare gli spazi senza esserne servi

C’è un’espressione della Evangelii Gaudium che mi piace tantissimo e che Papa Francesco riprende spesso, ogni volta declinandola in maniera specifica rispetto al contesto in cui la utilizza.

L’espressione è: «Il tempo è superiore allo spazio».

In Evangelii Gaudium, ponendola tra i principi che guidano la costruzione di popoli in armonia e fondati sulla ricerca del bene comune, la spiega in questi termini: «Questo principio permette di lavorare a lunga scadenza, senza l’ossessione dei risultati immediati. Aiuta a sopportare con pazienza situazioni difficili e avverse, o i cambiamenti dei piani che il dinamismo della realtà impone. È un invito ad assumere la tensione tra pienezza e limite, assegnando priorità al tempo. Uno dei peccati che a volte si riscontrano nell’attività socio-politica consiste nel privilegiare gli spazi di potere al posto dei tempi dei processi. Dare priorità allo spazio porta a diventar matti per risolvere tutto nel momento presente, per tentare di prendere possesso di tutti gli spazi di potere e di autoaffermazione. Significa cristallizzare i processi e pretendere di fermarli. Dare priorità al tempo significa occuparsi di iniziare processi più che di possedere spazi. Il tempo ordina gli spazi, li illumina e li trasforma in anelli di una catena in costante crescita, senza retromarce. Si tratta di privilegiare le azioni che generano nuovi dinamismi nella società e coinvolgono altre persone e gruppi che le porteranno avanti, finché fruttifichino in importanti avvenimenti storici. Senza ansietà, però con convinzioni chiare e tenaci» (Francesco, Evangelii Gaudium n.223).

C’è un modo di rinnovare che è, nonostante il richiamo alla novità, «conservativo», cioè preoccupato alla fine solo di far stare in piedi ancora le cose così come sono sempre state, nel modo migliore possibile, sostanzialmente con l’intenzione che nulla cambi. Come si fa con i monumenti, con le opere d’arte, con gli archivi della memoria.

C’è un modo di essere comunità cristiana e di vivere la Chiesa che, mentre apparentemente mostra di rinnovarsi cambiando veste, linguaggi, modalità, resta radicalmente conservativo nella sostanza.

È quel modo di chi non è preoccupato di attivare processi evangelici, di praticare il discernimento, di essere fedele al tempo presente rispettando il principio dell’incarnazione, ma intende anzitutto preservare piccoli poteri, posizioni personali, abitudini trite.

Lo si smaschera facilmente perché chi gioca in conserva è sempre sulla difensiva e ha il «no» sempre in canna e bello carico.

Michel de Certau diceva che il vero mistico è colui che non smette mai di camminare e la Chiesa non può essere tale se non resta costantemente in cammino, in perenne e autentico rinnovamento. D’altronde si sa: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti, tu va’ e annuncia il Regno» (Lc. 9,60).

Serve un salone risistemato? Dipende. Tutto serve e nulla può servire. A chi cammina può servire, a chi vuol tenere le posizioni no. Tanto paradossale quanto reale.

Chi pensa ancora a presidiare spazi come fossero fortini finirà col trovarsi rinchiuso in una sorta di riserva indiana per gli ultimi rimasti. Chi pensa ancora che le persone debbano servire a riempire gli spazi e a valorizzarli finirà per fare il custode di monumenti dei quali, come si sa, non resterà pietra su pietra. Chi invece, fedele al Vangelo, mette al centro la persona, la sua libertà, la sua piena realizzazione umana, la sua santità, si trova a costruire il Regno, insieme al suo Autore.

È quello che ancora ci ricorda Papa Francesco in Amoris Laetitia quando affronta il tema dell’educare, declinando ancora una volta l’espressione «il tempo è superiore allo spazio»: «L’ossessione non è educativa, e non si può avere un controllo di tutte le situazioni in cui un figlio potrebbe trovarsi a passare. Qui vale il principio per cui «il tempo è superiore allo spazio». Vale a dire, si tratta di generare processi più che dominare spazi. Se un genitore è ossessionato di sapere dove si trova suo figlio e controllare tutti i suoi movimenti, cercherà solo di dominare il suo spazio. In questo modo non lo educherà, non lo rafforzerà, non lo preparerà ad affrontare le sfide. Quello che interessa principalmente è generare nel figlio, con molto amore, processi di maturazione della sua libertà, di preparazione, di crescita integrale, di coltivazione dell’autentica autonomia. Solo così quel figlio avrà in se stesso gli elementi di cui ha bisogno per sapersi difendere e per agire con intelligenza e accortezza in circostanze difficili. Pertanto il grande interrogativo non è dove si trova fisicamente il figlio, con chi sta in questo momento, ma dove si trova in un senso esistenziale, dove sta posizionato dal punto di vista delle sue convinzioni, dei suoi obiettivi, dei suoi desideri, del suo progetto di vita» (Francesco, Amoris Laetitia nn.261-262).

Se ancora si pensa all’oratorio come quello spazio per cui: «Almeno so dov’è mio figlio…. Così i ragazzi non stanno in giro…. L’importante è che sia in un ambiente sicuro»; se la molla della creatività pastorale è la paura degli ambienti vuoti; se l’intenzione educativa è ancora solo quella di “fidelizzare il cliente religioso” fin da piccolo… non si fa altro che andare nella direzione esattamente opposta a quella indicata dal Papa. Finendo per esser servi delle pietre, servendosi delle persone.

Se invece il rinnovamento di un ambiente oratoriano mette in moto meccanismi per cui una comunità radicalmente si ripensa nel suo modo di essere fedele al Vangelo e nello stile con cui si impegna per ascoltare e incontrare i più giovani nel loro “luogo esistenziale”, si servono le persone.

E delle pietre ci si serve, solo finché serve.

Stato dei lavori a luglio 2016

Stato dei lavori ad aprile 2016

I lavori di riqualificazione della Sala Polifunzionale procedono con dinamicità secondo quanto programmato: a vista il cantiere offre un’ottima impressione sullo stato dell’opera.

Sono state ultimate le nuove strutture e consolidate quelle esistenti, l’impianto di riscaldamento a pavimento, con i relativi sottofondi, e la predisposizione dell’impianto elettrico, di trasmissione dati audio-video ed antintrusione.

Dalla fine del mese di marzo, in attesa di procedere con le finiture interne, sono iniziati i lavori di sbancamento, di posa della rete di smaltimento acque piovane e di predisposizione dell’impianto di illuminazione della corte.

Nel mese di aprile, unitamente alla posa del pavimento della rampa e della piazza d’ingresso alla sala, saranno iniziate le opere di isolamento termico e di protezione e prevenzione degli incendi sulle pareti interne.

MEDA? UN PERIODO BELLO DELLA MIA VITA SACERDOTALE…
Il ricordo di don Massimo, coadiutore a Meda negli anni 1994-1998

Io a Meda sono stato semplicemente una cerniera, una meteora. Due anni con don Giovanni, due anni con don Silvano. Poi via, da un’altra parte. Ciononostante ho molti cari ricordi. L’amore che ho donato a Meda —credetemi— è stato profondo. Tanto da patirci nell’obbedire a chi mi ha voluto da un’altra parte.

Sarà perché arrivando al Santo Crocifisso ho potuto dare ciò che al Laterano non mi era chiesto. Il card.Martini ordinandoci ci disse: «Non vi mando ai muri, vi mando alle persone». L’oratorio non sarà mai fatto di edifici. Sta in piedi solo se sai curare le relazioni. Io per sei anni a Milano feci l’oratorio senza un metro quadrato all’aperto, poiché il Laterano metteva a disposizione solo la ex-cripta della chiesa. E là sotto dovevamo fare tutto. Ecco perché arrivando in un grande oratorio della Brianza mi è parso di rinascere!!!

Arrivavo subentrando a grandi figure di coadiutori che avevano lavorato tanto e mi consegnavano una pastorale giovanile molto attiva. Ricordo la catechesi giovani con un centinaio fra ragazzi e ragazze tutti impegnati chi nella liturgia, chi nello sport, chi nell’animazione, chi nelle missioni, chi nel progetto educativo. Forse con me è iniziato il declino.

Lascio giudicare ad Altri. Anche il bar dell’oratorio venne chiuso per parecchi mesi e, riaprendo, non fu più come prima. Seguirono anche alcuni problemi.

L’importante è avere la coscienza a posto e delle mie scelte di quel periodo non ne rinnego nessuna. Per ogni decisione mi garantivo l’appoggio del parroco e dei superiori.

Ricordo di non aver trovato le strutture in disordine. Anzi. Fra l’altro non avevo il tempo di stare dietro agli edifici. Ho cercato di mantenerli. Ricordo di aver sistemato la sacrestia, fatto lucidare il pavimento della cappella, realizzato il bellissimo mosaico di Borgonovo per i cento anni dell’Oratorio… Mi piaceva molto la cappellina voluta da don Italo, dove su un tronco riposava il Santissimo, con quelle vele a ricordare la forza dello Spirito capace di fare meglio di noi, prima di noi e nonostante noi.

Ogni domenica sera con almeno una cinquantina di adolescenti e giovani impegnati nella domenica oratoriana ci ritrovavamo lì per i vesperi, gli avvisi e il punto della situazione.

Ricordo anche la collaborazione forte fra l’Oratorio e le contrade. Io ci tenevo parecchio. Non ho fatto nulla di speciale, ho solo proseguito il cammino. La scelta del tema del Palio con i capitani, i suggerimenti per i presepi, le cene con i contradaioli. È qualcosa che mi è rimasto dentro. Nei miei anni il Palio diventava maggiorenne. E allegramente posso dire che nei quattro anni a Meda hanno vinto tutte e quattro le Contrade, un anno —se non ricordo male, la Fameta e il Bregoglio a pari merito.

Ricordo anche il baretto sotto la cappellina. Ecco, quel salone non versava in buone condizioni e mi ricordo la fatica con cui si dovevano allestire gli scaffali per la pesca di beneficenza. C’era bisogno anche di spazio. Un aneddoto: la primissima volta che mi affacciai in Oratorio assistetti ad una tremenda litigata fra la carissima Gilia, indiscussa signora della Pesca, e il presidente della Banda. Galeotto fu il passaggio fra i due preti. Approfittando della vacanza, i concertisti ristrutturarono e si stanziarono nel ripostiglio dove c’erano gli oggetti rimasti dalla Pesca dell’anno precedente e furono… fuoco e fiamme! Io, new-entry fresco fresco, non sapevo che dire e… lasciai che si azzuffassero!

Questo per riaffermare con forza quanto sia importante avere degli spazi. Non siamo più nell’epoca in cui gli Oratori si riempivano ogni giorno fino a tarda sera. Al sabato e alla domenica le famiglie preferiscono altro. Ma se una comunità cristiana investe ancora negli spazi per renderli sempre più sicuri, funzionali, razionali e anche belli… non sperpera risorse, al contrario investe sulla possibilità di annunciare il Vangelo, di aggregare e accogliere le nuove generazioni, di vivere bene opere di carità… Certo bisogna essere profetici nella stesura dei progetti. Questo auguro all’OSC e alla Comunità Pastorale di Meda: riuscire a trasmettere alle generazioni future il senso dell’appartenenza a Gesù, alla Chiesa. Che oggi manca. Manca sempre di più.

Quando per il centenario dell’Oratorio organizzammo una rassegna teatrale dove per quattro o cinque sabati di fila le varie generazioni si succedettero nell’intrattenimento, fummo molto felici nell’assistere ad una rappresentazione anche dei “vecchi oratoriani” di un tempo che erano ancora lì, freschi, giovanili, simpatici… a testimoniare quanto sia importante la vita in oratorio. In apparenza pochi lo sostengono, ma poi quando manca tutti ne sentono la nostalgia.

Medesi, siate generosi! Ne vale la pena…

don Massimo Gaio


Lettera del comitato pro OSC

Gennaio 2016

Gentili Parrocchiani,

dopo il Santuario è tempo di intervenire sulla struttura dell’Oratorio Santo Crocifisso, che ormai ha superato i 50 anni di vita e che necessita di opere di ristrutturazione e di adeguamento normativo. In particolare è il salone sotto la cappella che ha bisogno di un importante ed improrogabile opera di adeguamento alle normative in tema di sicurezza, in modo tale che non sia precluso il suo utilizzo futuro.

Sono tantissimi coloro che hanno passato molti pomeriggi all’oratorio Santo Crocifisso, con don Sergio, don Italo, don Massimo, don Michele o don Cristiano; come sono tantissimi quelli che hanno utilizzato proprio quel salone: per la visione di un film, per la pesca di beneficenza, o per un pranzo comunitario.

Con il consenso del Consiglio degli Affari Economici della Comunità è stato dato il via ad un intervento progettato degli Arch. Cassina e Spinelli, riguardante un salone polivalente; i lavori termineranno nella prossima estate e costeranno, a consuntivo, circa 600'000,00 euro. Si tratta di una somma di cui la nostra Comunità non dispone e che abbiamo quindi necessità di raccogliere nel nostro territorio (abbiamo richiesto ed ottenuto dalla Regione Lombardia un prestito di 250'000,00 euro che ad oggi non ci è stato ancora erogato). Pur consapevoli che la crisi economica non è ancora terminata e che non è semplice per nessuno, operatori economici o semplici soggetti privati, trovare risorse finanziarie da destinare ad opere di bene, siamo convinti che la vostra generosità dimostrata in tante occasioni non verrà meno neppure per il salone dell’OSC.

A tale scopo don Piero ha ricostituito il Comitato che aveva organizzato la raccolta fondi per le opere di restauro del Santuario del S.Crocifisso e che già si è messo all’opera pensando alcune iniziative.

Non si tratta solo di una semplice raccolta di risorse finanziarie: il vostro coinvolgimento vuole essere anche un modo per far rivivere l’Oratorio del Santo Crocifisso e renderlo sempre meglio luogo di incontro e di confronto per tutti i cittadini di Meda. Un vero e proprio Centro Giovanile e di formazione che possa costituire il punto di riferimento culturale dell’intera comunità. Il progetto prevede infatti, per il futuro, oltre ai consueti programmi formativi della Pastorale Giovanile, l’organizzazione di eventi culturali: conferenze, incontri, mostre e proiezioni di film.

Per realizzare questo progetto è necessario l’aiuto di tutti: ognuno secondo le proprie capacità e disponibilità. La Voce della Comunità e il sito Internet, oltre al foglio settimanale degli avvisi, elencheranno di volta in volta le iniziative che verranno organizzate. Inoltre ogni seconda domenica del mese, nella chiesa di Santa Maria Nascente, sarà distribuita una busta per la raccolta di offerte per le opere di ristrutturazione del Salone OSC.

Confidiamo nella generosità di voi tutti e già fin d’ora vi ringraziamo.

Il Comitato Pro O.S.C.


Situazione gennaio 2016

Breve relazione sull’andamento dei lavori

I lavori, avanzati senza interruzioni fino alla vigilia della festività Natalizie, hanno portato l’organismo a completamento dell’ossatura delle nuove strutture in calcestruzzo, del sistema di smaltimento delle acque meteoriche, della piazza esterna alla sala, della formazione dei tavolati divisori dei servizi igienici ed al completamento delle contropareti del REI nel deposito.

Già dal mese di novembre la rampa, pur priva della pavimentazione di finitura, permette agevole accesso al piano della sala, rendendo percepibile l’interessante percorso architettonico di avvicinamento alla piazza ribassata e la relazione con i nuovi spazi della corte in rapporto al contesto generale.

I lavori riprenderanno nel mese di gennaio con gli ultimi rinforzi strutturali, sul fronte di accesso alla sala, la formazione dell’ossatura portante delle contropareti interne per isolamento termico e, a seguire, l’impostazione degli impianti elettrici.

Comitato pro salone OSC — Meda

Già da alcuni anni era nato il desiderio di riqualificare la struttura dell’Oratorio Santo Crocifisso, così da renderlo più accogliente e fruibile, in particolare per il cammino dei preadolescenti e degli adolescenti e per le molteplici attività dell’oratorio estivo, vissuto da tutti i bambini e i ragazzi delle nostre parrocchie.

Si è scelto di partire dall’adeguamento del salone polifunzionale situato sotto la cappella e, nello scorso settembre, sono cominciati i lavori, che termineranno entro l’estate. Coloro che con passione avevano seguito il restauro del Santuario Santo Crocifisso hanno dato vita a un comitato per la raccolta dei fondi necessari alla realizzazione dell’opera (circa 600 mila euro).

Vi invitiamo perciò ad accogliere con disponibilità e generosità le proposte che nei prossimi mesi verranno attivate e fin d’ora vi ringraziamo.


Stato dei lavori a inizio gennaio 2016


Situazione iniziale - settembre 2015

Breve relazione

Oggetto dell’intervento di riqualificazione è la sala ricreativa polifunzionale dell’oratorio Santo Crocifisso.

L’impianto originario del complesso è risalente alla metà degli anni ’60, i successivi interventi sono stati parziali e limitati a singole parti dell’intero organismo e comunque in assenza di un’idea generale di progetto.

La Sala, ubicata a quota interrata sottostante la chiesa oratoriale un tempo utilizzata anche per proiezioni cinematografiche, è attualmente priva di un adeguato ingresso, uscite di sicurezza correttamente dimensionate, servizi igienici e, non ultimo, per propria configurazione impedisce l’ingresso a portatori di disabilità.

Obiettivo progettuale è l’utilizzo della corte interna al complesso, quale fulcro ed elemento di confluenza tra la sala polifunzionale e spazi che convergono virtualmente verso la nuova e rigenerata area conferendo vitalità ad una zona importante dell’oratorio e alla sala, attualmente rilegata a situazione di cantinato con ingressi ridotti ed inadeguati, riqualificando e restituendo valore all’impianto architettonico esistente.

La Sala, mediante l’artificio del cortile a più livelli, genera una nuova facciata e un ingresso significativo alla stessa.

Lo scivolo e le scale vincolando i due livelli del recuperato spazio centrale, consentono una “promenade architecturale”.

Riccardo Cassina Corrado Spinelli
Architetti Studio Associato
Settembre 2015


(NdR: La spesa prevista ammonta a € 515'415, di cui € 250'000 finanziati dalla regione Lombardia con un prestito senza interessi da rimborsare in 25 anni)


Rendering della soluzione adottata

Stato dei lavori a settembre 2015


Per ricordare

Orari estivi Ss.Messe

Le modifiche degli orari delle Ss.Messe festive e feriali per luglio ed agosto sono segnalate negli Avvisi.

SMN: la S.Messa feriale delle ore 20:30 di lunedì, si celebra in Santuario anzichè in OSC dal 1º lunedì di giugno all'ultimo di settembre.


Lettera Cardinale

Pubblichiamo la lettera del card.Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, scritta al termine dell’esperienza della Visita Pastorale, che ha coinvolto tutti i decanati della Diocesi nel biennio 2015-2017.


La nostra Comunità dal Papa il 25 marzo 2017

Presentiamo una selezione di 8 foto del nostro gruppo in pellegrinaggio alla S.Messa del 25/3/20017 al parco di Monza.

Per attivare la galleria di immagini, cliccare qui.


Ricordiamo che sulla Voce della Comunità di aprile, c'è un ampio speciale sulla visita.

Segnaliamo, inoltre, un video pubblicato sul canale Youtube della Diocesi che vuole mostrare la visita vista con gli occhi del Papa. Il video è disponibile qui.


La Madonna Pellegrina visita la nostra Comunità

Presentiamo una selezione di 69 foto della visita che la statua della Madonna Pellegrina di Fatima ha fatto dal 15 al 22 gennaio 2017 nella nostra Comunità Pastorale.


Per attivare la galleria di immagini, cliccare qui.


Segnaliamo, inoltre, tre video del nostro concittadino Gaudenzio Castelli:

Ricordiamo che il numero di febbraio della Voce della Comunità riporta articoli e foto sullo straordinario evento.