Comunità Pastorale S.Crocifisso MEDA

Restauro Santuario - La storia del Santuario

La storia del nostro Santuario

La prima testimonianza scritta della presenza sul territorio di Meda della nostra chiesa risale al 1036 e racconta l'impegno di Anzeverto a donare ai sacerdoti della chiesa di S.Maria Nascente un campo di cinque pertiche. A questa donazione, dal 1036 al 1080 circa, ne seguirono altre: Arderico ad esempio donò una "selva castanea", Domenica un campo di ventisette tavole.

La chiesa era dunque indipendente dal monastero di S.Vittore il quale, divenuto però sempre più potente a livello economico oltre che politico e religioso, la inglobò e si arrogò ogni diritto su di essa, primo fra tutti quello di sceglierne il cappellano o vicario.

Il Liber Chronicus della parrocchia racconta che il monastero "...esercitava piena ed assoluta giurisdizione su tutto e su tutti, specialmente di eleggere il sacerdote Vicario che a suo nome governava la parrocchia, immettendolo al possesso della Vicaria colla imposizione del berretto che il sacerdote nominato doveva ricevere inginocchiato, dalle mani della badessa, ed alla presenza delle monache...". La decisione segnò l'inizio di una serie interminabile di reazioni.

Notizie più precise su come fosse la nostra chiesa le abbiamo nell'ottobre 1567 da parte di Leoneto da Clivone che, per conto di S.Carlo Borromeo, compì a Meda una visita pastorale. Nel suo resoconto ci parla di una chiesa lunga 17 braccia e larga 10, coperta solo di tegole, senza sagrestia, col pavimento in disordine, due specie di sacrari uno a destra dell'altare e uno a sinistra dell'ingresso, entrambi a terra e senza coperchio. Le pareti sono descritte disadorne e con crepacci. Gli altari risultano essere tre: al centro l'altare maggiore, quello dedicato a S.Antonio a destra e quello di S.Sebastiano a sinistra.

Forse anche in seguito alla descrizione di Leoneto nel 1581, in occasione di una sua visita pastorale, S.Carlo "...prescrisse che si fabbricasse una nuova chiesa nel luogo della già esistente troppo piccola con un campanile sul quale si dovessero porre almeno due campane. Inoltre -prosegue il Liber Chronicus- salvo i diritti del monastero per la nomina del rettore della Cura, dichiarò perpetuo ed inamovibile il rettore stesso che prima era considerato semplice delegato delle monache ad esercitare la cura delle anime...".

Paradossalmente perché la chiesa di S.Maria Nascente potesse vivere tempi tranquilli dovette attendere la Rivoluzione Francese e precisamente il 27 maggio 1798 quando il monastero fu soppresso e, dopo alcuni mesi, il complesso che lo ospitava fu acquistato da un fornitore dell'esercito francese Giovanni Giuseppe Maunier.

È dunque nel 1800 che S.Maria Nascente inizia una normale vita di parrocchia e, specie attraverso gli scritti dei suoi parroci, è possibile ripercorrere ancora per un po’ la storia religiosa, sociale e civile da cui si apprende che nella seconda metà del 1800 cominciò a profilarsi il problema di una chiesa più ampia. Impossibilitati da ragioni burocratiche a costruirne una nuova, ampliarono la vecchia con l'aggiunta di due navate, un'arcata in fondo alla navata maggiore, altare e nuovo campanile.

Il definitivo ampliamento fu completato nel 1881, mentre la facciata risale al 1893.

L’attuale facciata è ornata da un semplice protiro e da quattro statue ospitate entro nicchie raffiguranti S.Antonio abate, i santi Aimo e Vermondo, fondatori e protettori del cenobio benedettino di Meda e S.Giovanni Oldrati che una tradizione postuma vuole riformatore dell’Ordine degli Umiliati, nato a Meda intorno al 1100, morto nel 1159 e santificato pochi anni dopo da Alessandro III.

L’interno si presenta diviso in tre navate e pressoché su tutta la superficie è impreziosito di affreschi e decorazioni e ornato di statue. Le pitture di maggior pregio sono di Luigi Morgari (1857-1935) esponente importante di una famiglia di pittori che fu soprattutto affrescatore e fu attivo in diverse chiese del Piemonte, della Lombardia e della Liguria.

Nella chiesa di Meda il Morgari operò in collaborazione con Primo Busnelli, decoratore medese e questa esperienza fu rinnovata anche in altre località. Diedero il loro contributo anche maestranze locali, valenti anche grazie ad una affermata tradizione nel settore della decorazione del mobile.

Del pittore torinese sono le scene sacre che nella volta della navata centrale si alternano ai fregi (“La natività di Maria”, “La redenzione dell’umanità”, con l’agnello e Satana cacciato da S.Michele arcangelo) e quelle del presbiterio. Ai lati dell'altare maggiore, pregevole testimonianza della chiesa settecentesca, si ammirano i due affreschi più significativi, "L'ultima cena" e la "Crocifissione", mentre nella volta è dipinta “L'esaltazione della Croce", condotta al Padre in un trionfo di angeli, e nelle vele i quattro Evangelisti.

La navata centrale è caratterizzata inoltre dalle figure dei Santi Pietro e Paolo sull'arcata davanti all'altare maggiore e da quelle di altri santi nei medaglioni e nelle arcate laterali (S.Teresa di Lisieux, Sant'Agnese, Sant'Agata, S.Stefano, S.Carlo, S.Mauro, S.Francesco, Sant'Agostino, S.Luigi, Sant'Ambrogio).

Le raffigurazioni sacre sono completate con altre di minor pregio artistico che è però opportuno citare: in particolare si segnalano quelle in fondo alle pareti delle due navate laterali, a fianco degli altari –a sinistra “La Madonna del Rosario di Pompei”, nella più conosciuta delle raffigurazioni, cioè con ai piedi San Domenico e Santa Caterina, e a destra, “Santa Margherita Maria Alacoque", nella tradizionale iconografia di fronte al Sacro Cuore– e quelle subito agli ingressi delle porte laterali, il “Battesimo di Gesù” a sinistra, proprio sopra l’antico fonte battesimale circondato da un’artistica cancellata e la “Madonna delle Grazie”, a destra, copia che ha preso il posto dell’affresco cinquecentesco trasportato nella nuova parrocchiale e che per devozione era già stato spostato nel’600 dall’altare del Rosario della chiesa di S.Vittore. Ricca anche la statuaria dell’interno ma importante è soprattutto l’antico Crocifisso conservato in una nicchia dell’altare di fondo della navata destra. Al Crocifisso è legato il ricordo dei medesi per il prodigio del 2 agosto 1813 quando un fulmine attraversò in lungo la vecchia chiesa lasciando incolumi i partecipanti alla messa festiva che al Crocifisso si erano praticamente affidati. È proprio per quel prodigio che i medesi chiamano comunemente la chiesa “Santuario del Santo Crocifisso”. Da segnalare infine, l’organo in controfacciata, fatto risalire verosimilmente agli anni a cavallo del 1700 e quelle testimonianze dell’antica e nobile tradizione dell’intaglio che sono i confessionali, i “quadri” della Via Crucis e i bassorilievi lignei del portale.

Un ultimo cenno merita il campanile. Per secoli fu un “pilastrello” o poco più sormontato da una campanella perché quello del campanile fu un punto su cui le diatribe con le badesse del monastero furono frequenti anche se nel 1252, con molte limitazioni, la proprietà era passata ai medesi. Nel 1623 si cominciò a costruire un vero e proprio campanile che però dovette attendere il XIX secolo per cominciare ad essere portato, in più fasi, all’attuale altezza (1920).

In conclusione la chiesa attuale può considerarsi originata da una sommatoria di più volumi costruiti nel corso degli anni, rispetto ai quali l’edificio ha man mano subito diverse modifiche. Di seguito viene riportato un elenco con le date e il tipo di intervento eseguito:

Mappa degli ampliamenti nelle varie epoche

  1.  
    nucleo originale della chiesa;
  2.  
    1873: costruzione di una nuova arcata, del presbiterio e del campanile (completato solo nel 1920);
  3.  
    1876-1881: costruzione delle due navate laterali;
  4.  
    1893: costruzione della nuova facciata;
  5. 1920 circa-1925: affreschi interni;
  6. 1924: ridisegno della facciata su progetto dell’arch.Paolo Mezzanotte.
Santuario: mappa vari ampliamenti

Per ricordare

Modifiche orari Ss.Messe

I nuovi orari delle Funzioni sono riportati nell'apposita Pagina.


Monsignor Mario Enrico Delpini nuovo Arcivescovo di Milano

Quest’oggi (7 luglio 2017, ndr) il Santo Padre, Papa Francesco, ha accettato la rinuncia all’ufficio di Arcivescovo di Milano presentata da Sua Eminenza Rev.ma il Card. Angelo Scola ed ha nominato nuovo Arcivescovo Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Mario Enrico Delpini, sinora Vicario generale della Diocesi Ambrosiana.

Allegati:


La Madonna Pellegrina visita la nostra Comunità

Presentiamo una selezione di 69 foto della visita che la statua della Madonna Pellegrina di Fatima ha fatto dal 15 al 22 gennaio 2017 nella nostra Comunità Pastorale.


Per attivare la galleria di immagini, cliccare qui.


Segnaliamo, inoltre, tre video del nostro concittadino Gaudenzio Castelli:

Ricordiamo che il numero di febbraio della Voce della Comunità riporta articoli e foto sullo straordinario evento.