Comunità Pastorale S.Crocifisso MEDA

Movimento Chierichetti

La sacra suppellettile

La suppellettile liturgica è il complesso degli oggetti che servono per il culto divino.

Si può dividere in:

  1. Vasi sacri, destinati a contenere la SS.ma Eucaristia.
    Il Calice
    Coppa di metallo prezioso con l'interno dorato, destinato a contenere il Preziosissimo Sangue durante la Messa
    La Pisside
    Per contenere le Sacre Specie per la Comunione; ha la forma di un calice, con la coppa più grande e panciuta e con un coperchio sormontato da una croce; deve essere in metallo nobile, con l'interno della coppa dorato
    La Patena
    Piatto rotondo di metallo usato nella messa per contenere l'ostia sia prima che dopo la consacrazione.
    È leggermente concava o ha, nel mezzo, un disco un poco incavato.
    Viene posto sopra il calice coperto dalla palla, sia dall'inizio della messa all'offertorio, sia dopo la comunione.
    Ostensorio
    Per l'esposizione del Ss.mo Sacramento
  2. Panni sacri, destinati a coprire i vasi sacri.
    La Palla
    La parola deriva dal latino "pallium" e significa "piccolo drappo" ed è appunto un piccolo quadretto di stoffa inamidata che serve a coprire il calice durante la messa. La palla è posta sopra la patena dove è stata già posta l'ostia.
  3. indumenti e paramenti sacri, destinati ai sacri ministri
    La Cotta
    Veste analoga al camice ma più corta, che arriva più o meno alle ginocchia, da indossare sempre e solo sopra l'abito talare. Anche le maniche sono più corte. Viene usata per cerimonie minori (es.cotta e stola per benedizione delle case, ecc.) da chierici generici o anche laici che servono la messa.
    Colori: non segue i colori liturgici, è sempre bianca.
    La Pianeta e la Casula
    La Pianeta deriva da una veste romana, è divenuta nei secoli un rettangolo di stoffa con gli angoli arrotondati larga circa come le spalle, e che ricade davanti e dietro il sacerdote, grazie ad un'apertura al centro che permette di infilare la testa. È il simbolo del sacerdozio, viene portata da sacerdoti di ogni ordine e grado (da presbitero in su) e quasi esclusivamente durante la messa. La casula è una variante, più ampia, di foggia più antica, in modo da coprire anche le spalle e le braccia, la cui reintroduzione è stata cauta negli ultimi tempi fino ad essere legittimata dalla riforma liturgica legata al Concilio Ecumenico Vaticano II e ora ampiamente usata al posto della pianeta, che del resto costituisce una veste del tutto equivalente dal punto di vista liturgico. Anche le Pianete sono state ricamate e impreziosite, sia con galloni e decorazioni, sia con ricami, gemme, oro e figure di uva e pampini (allusione al vino dell'eucarestìa) animali (l'agnello simbolo di Cristo che si immola per gli uomini) personaggi o scene bibliche.
    Si usa sopra il camice, l'amitto il cingolo e la stola.
    La Stola
    Una striscia di stoffa lunga e relativamente stretta, che equivale ad una fascia di stoffa larga alcuni centimetri (da pochi centimetri in certe stole moderne ai 10-20 cm di quelle tradizionali) e lunga oltre un paio di metri, che viene portata in vari modi a seconda del grado. Il diacono la porta sulla spalla sinistra e con le due estremità legate sul fianco destro (a tracolla). Il vescovo ed il prete la portano con le due bande che ricadono davanti. Può essere portata sia sopra la cotta che il camice. Nel primo caso viene lasciata libera (a volte essa dispone di una cordicella o di un nastro propri), nel secondo caso (camice) viene legata con il cingolo. Fino a poco tempo fa il prete (presbitero) la doveva legare incrociandola sul petto, legarla diritta era privilegio del vescovo.
    Questa differenza tra dritta e incrociata oggi non è più seguita.
    La stola può essere semplice, quasi sempre però ha almeno il ricamo di tre croci (due a ciascuna estremità e una a metà, vicino al collo) oppure impreziosita con ricami, gemme, immagini di santi o addirittura scene bibliche.
    La stola è sempre portata sotto la casula, la pianeta, la dalmatica, il piviale (se chi la porta è almeno presbitero).
    La stola richiederebbe sempre l'uso del camice (con altri paramenti) o l'uso della cotta (se portata come unico paramento sacerdotale), ma molti sacerdoti usano la stola direttamente sull'abito talare (per esempio per le confessioni).
    Colori: segue parzialmente i colori liturgici, nel senso che in alcuni casi ha un colore non attinente alle funzioni previste.
    Il Piviale
    Lo si fa derivare idealmente da "pluviale" (abito da pioggia) anche se in realtà dovrebbe derivare dalla cappa degli abati e monaci usata nel coro e nelle processioni. Lo si usa soprattutto durante le processioni (e da qui è giustificata l'etimologia). È costituito da un semicerchio, con un raggio simile all'altezza della persona che lo deve indossare. Ponendolo sul collo al centro del semicerchio esso ricade attorno al corpo. Viene fermato sul davanti da una spilla, da un fermaglio a rettangolo, a volte prezioso. Fin da quando sono raffigurati i piviali questi fermaglio è ricco di decorazioni, immagini, oro e gemme. Sul retro (abbottonato vicino al bordo retto, corrispondente al diametro del semicerchio) vi è un altro pezzo di stoffa semicircolare, che è chiamata "scudo", ed è il resto dell'antico cappuccio. Anch'esso porta spesso ricami preziosi.
    Il Piviale viene usato nella generalità delle celebrazioni liturgiche al di fuori della messa, per la quale si usa invece la pianeta o la casula. Viene usato ad esempio per le processioni, per i Vespri, per le benedizioni col SS.Sacramento, ecc.
    Viene portato sopra amitto e camice e (quando è concessa) la stola.
    Non è propriamente un abito sacerdotale, perché viene usato anche dai chierici minori, o dai cantori (salmisti) che intonano il primo versetto dei salmi durante la celebrazione dei vespri.
    Molti piviali portano galloni, decorazioni, e/o ricami e gemme, e sono dei veri capolavori molto preziosi.
    I piviali sono una veste piuttosto comune, perché prodotti in un numero notevole: in certe funzioni ne servivano almeno cinque dello stesso colore: per il celebrante, per i salmisti...
    Segue i colori liturgici.

Per ricordare

Modifiche orari Ss.Messe

I nuovi orari delle Funzioni sono riportati nell'apposita Pagina.


Monsignor Mario Enrico Delpini nuovo Arcivescovo di Milano

Quest’oggi (7 luglio 2017, ndr) il Santo Padre, Papa Francesco, ha accettato la rinuncia all’ufficio di Arcivescovo di Milano presentata da Sua Eminenza Rev.ma il Card. Angelo Scola ed ha nominato nuovo Arcivescovo Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Mario Enrico Delpini, sinora Vicario generale della Diocesi Ambrosiana.

Allegati:


La Madonna Pellegrina visita la nostra Comunità

Presentiamo una selezione di 69 foto della visita che la statua della Madonna Pellegrina di Fatima ha fatto dal 15 al 22 gennaio 2017 nella nostra Comunità Pastorale.


Per attivare la galleria di immagini, cliccare qui.


Segnaliamo, inoltre, tre video del nostro concittadino Gaudenzio Castelli:

Ricordiamo che il numero di febbraio della Voce della Comunità riporta articoli e foto sullo straordinario evento.